"In gravidanza bisogna mangiare per due"

Lo dice la nonna. Lo dice la collega che ha avuto figli qualche anno fa. A volte lo dice persino qualcuno con le migliori intenzioni del mondo, come se limitarsi durante la gravidanza fosse una forma di egoismo nei confronti del bambino.
Il mito del “mangiare per due” è uno dei più longevi della cultura popolare sulla maternità. Ed è comprensibile che si sia diffuso: l’idea che una vita stia crescendo dentro di te porta naturalmente a pensare che il fabbisogno sia raddoppiato. La logica sembra filare. Ma non fila.
Cosa dice davvero la scienza
Il corpo in gravidanza ha bisogno di più nutrienti, questo è vero. Ma la quantità di calorie aggiuntive raccomandata dalle linee guida italiane e internazionali è molto più contenuta di quanto il mito lasci intendere.
Nel primo trimestre, a meno che la donna non inizi la gravidanza con riserve energetiche insufficienti, il fabbisogno calorico non necessita di essere incrementato. A partire dal secondo trimestre, l’aumento dei tessuti materni e la crescita fetale determinano un progressivo incremento del fabbisogno calorico: i LARN 2014 indicano per una gravida normopeso un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno nel secondo trimestre e di 460 kcal al giorno nel terzo trimestre.
Per capire di cosa stiamo parlando: 350 calorie corrispondono a poco più di uno yogurt, una manciata di frutta secca e una banana. Non a un pasto intero in più. Non al doppio di tutto.
Perché il mito non è innocuo
Potrebbe sembrare un falso mito tutto sommato benevolo. In realtà ha conseguenze concrete sulla salute, perché porta molte donne ad aumentare di peso ben oltre quanto è raccomandato, esponendosi a rischi reali.
L’eccesso di calorie durante la gravidanza può essere altrettanto dannoso quanto la loro carenza, soprattutto in donne sovrappeso e obese, per le quali aumenta il rischio di esiti avversi, oltre alla vulnerabilità del nascituro allo sviluppo di patologie metaboliche in età adulta.
Mangiare troppo rappresenta un rischio concreto di incorrere in complicanze quali ipertensione, diabete gestazionale, preeclampsia, macrosomia fetale e problematiche legate alla nascita. Sono condizioni serie, che un’alimentazione equilibrata contribuisce concretamente a prevenire.
Cosa cambia davvero
La gravidanza non richiede il doppio delle calorie. Richiede una qualità alimentare migliore: più attenzione a certi nutrienti specifici, distribuita su tutti i pasti della giornata.
L’acido folico, il ferro, il calcio, lo iodio, le proteine: sono queste le voci che aumentano, non la quantità totale di cibo sul piatto. L’obiettivo non è mangiare per due, ma mangiare due volte meglio, curando la qualità, la quantità e la distribuzione dei nutrienti per il benessere di madre e bambino.
Questo significa anche che le voglie hanno uno spazio legittimo, che qualche strappo alla regola non comprometterà niente, e che non c’è bisogno di mangiare quando non si ha fame solo perché “stai mangiando per due.” Il tuo corpo sa regolarsi: ascoltarlo è già buona nutrizione.
Una nota sul senso di colpa
Questo mito lavora in entrambe le direzioni. Alcune donne si sentono in colpa se non mangiano abbastanza. Altre si sentono in colpa se prendono troppo peso. In entrambi i casi, il senso di colpa non aiuta né la madre né il bambino.
Quello che aiuta è avere informazioni corrette, parlare con il ginecologo o con l’ostetrica del proprio percorso specifico, e ricordare che l’aumento di peso raccomandato varia in base al peso di partenza: non esiste un numero uguale per tutte.
Se hai dubbi sulla tua alimentazione in gravidanza, il tuo professionista di riferimento è la persona giusta con cui parlarne, senza giudizio e con le indicazioni calibrate su di te.